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Consigli |
Consigliamo a tutti i soci alcune delle riviste più
interessanti e complete sulle VW, con numerosi suggerimenti per restauri
tecnici, acquisti o scambi, servizi fotografici e molte altre curiosità.
Per informazioni su abbonamenti, costi o altro, visitate i siti indicati.
"Volksworld" (Gran Bretagna), www.volksworld.com
"Super
VW Magazine" (Francia), www.supervwmag.com
"VW
Trends" (USA), www.vwtrendsweb.com
Segnaliamo, inoltre, alcuni delle decine di libri che sono
reperibili presso la Libreria dell'Automobile,
Corso Venezia, 43, Milano (tel. 02.76.006.624-www.libreriadellautomobile.it)
Presentando la tessera del nostro Club alla Libreria dell'Automobile avrete
il 15 % di sconto sul vostro acquisto!
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"The Beetle - The chronicles of the people's
car", Voll. 1-2-3, Ed. Etzold |
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"The origin and evolution of the VW Beetle"
di T. Shuler con G. Borgeson e J. Sloniger, Ed. Automobile Quarterly |
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"Cox en stock" di F. Sabates e J.
Morel, Ed. Massin |
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"Volkswagen Maggiolino" di M. Batazzi,
Ed. Giorgio Nada |
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"Dal Maggiolino al New Beetle" di
A. Pasi, Ed. Mondadori |
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"L'auto del secolo" di F. Massa, Ed.
Alkalea |
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"Nel segno dello Zodiaco"
di M. Zodiaco, Ed. Gingko Edizioni |
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Chi ha inventato il Motor Show di Bologna?
Come nacque l'idea e come fu portata al successo tanto da divenire
un fenomeno di costume? Quali furono gli inizi e quali iretroscena
della Rassegna motoristica più famosa d'Italia? Niki Lauda
che atterra nel piazzale della Fiera e viene preso d'assalto dai
fans, Enzo Ferrari che in un primo momento sottovaluta il successo
della manifestazione e inseguito la rivaluta, Sandro Munari a bordo
della sua Stratosche si esibisce tra la urla del pubblico, macchine
che si schiantano su pile di macchine, strane creazioni doppiamente
sterzanti, moto a due piani e spericolati stuntman chevolano da
rampa a rampa, bolidi a due e a quattro ruote, milioni di spettatori
giunti da tutta Italia per un autografo di Piquet, Carmen Russo
che improvvisa streaptease nel piazzale delle esposizioni, giornalisti
accreditati da tutto il mondo, una piscina di 1000 metri quadrati
per una gara di wind surf, autosnodati e trattori messi di traverso.
Come si giunse all'idea vincente di un Salone automobilistico per
tutti i gusti, che concentrasse esposizione ed esibizioni al cardiopalma,
la tradizionale mostra allo spettacolo stupefacente, che prevedesse
la partecipazione di campioni del motorismo italiano e internazionale
e che diventasse punto di incontro tra produttori e il mondo dei
GP di Formula Uno e di Moto GP? Dietro tutto questo un imprenditore
appassionato quanto volubile, fantasioso inventore e insuperabile
organizzatore di eventi, istrionico uomo di spettacolo e di successo,
playboy proprietario di auto e barche da sogno, pilota e appassionato
di motori, viaggiatore ed esperto conoscitore del Sudamerica, ma
anche galeotto senza colpe, accusato di essere un presunto mafioso
e un trafficante internazionale, Mario Zodiaco,
uno di quei personaggi di cui si può dire a ragione: "Ha
vissuto una vita da romanzo di avventura", se non fosse che
in realtà ha vissuto non una ma tante vite diverse che s
isono intrecciate indissolubilmente. L'incredibile storia dell'uomo
che portò in Europa le Dune Buggies, inventò
il Motor Show, fu vittima di un clamoroso quanto sconvolgente caso
giudiziario internazionale, venne assaltato in mare dai pirati,
gambizzato da un ragazzino, e visse i terribili giorni dell'invasione
americana di Panama con la controversa deposizione di Noriega. Un'autobiografia
avvincente come un romanzo, corredata da numerose foto storiche
e documenti, una successione coinvolgente di ritratti e di aneddoti
riguardanti i personaggi del motorismo italiano e internazionale
degli anni Sessanta e Settanta, ma soprattutto una lucida testimonianza
di una vita vissuta senza risparmio all'insegna dell'avventura e
del rischio, della fantasia e del sacrificio quotidiano, che può
essere anche letta in chiave di parabola, a tratti commovente, della
perenne lotta tra la creatività e l'estro e la più
ancestrale e meschina trivialità del vivere umano. Senza
grandi fortune alle spalle, senza team di esperti,senza politici
e banchieri di copertura, Mario Zodiaco é riuscito, almeno
due volte, a rivoluzionare alcuni aspetti della vita italiana. Questo
libro si può leggere come tre opere diverse. L'adolescenza
di un ragazzo bolognese degli anni Sessanta. Poi l'invenzione di
un business su quattroruote e, poi, di una cosa ancora più
grande. E, infine, terza parte, una specie di precipitare agli inferi
senza colpe [...]. Solo la riflessione e la lontananza hanno permesso
all'autore di ripercorrere la sua vicenda. E lo ha fatto in modo,
a mio avviso, affascinante. Scrivendo un libro che non é
solo una rara testimonianza umana, ma anche il racconto di un'avventura
che si legge come e meglio di un romanzo". (Dalla prefazione
di Marco Guidi, Il Messaggero e il Resto del Carlino). Pagg: 448.
Prezzo: Euro 12.00
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"Nuova definizione d'automobile"
di G. Ferlenga, Ed. Damolgraf |
"Nuova definizione d'automobile" e' l'ultimo
romanzo di Giuseppe
Ferlenga, un libro che sicuramente farà parlare di se': ispiratrice
della storia e' un'automobile speciale, un Maggiolino. L'autore si e'
reso disponibile con il Maggiolino Club Italia ad inviare copie autografate
o con dedica: per tale richiesta contattate direttamente Giuseppe all'indirizzo
giuseppeferlenga@libero.it
Di seguito, trovate il racconto della nascita di questo bel romanzo, scritto
direttamente dalla penna dell'autore.
Quante macchine oggi, quante macchine tutte uguali
in quest’epoca. Sembra un’epoca dove le stagioni non esistono
più, dove tutto è uguale, dove anche le persone raramente
si differenziano.
Ed allora mi volto al passato, cercando con lo sguardo nella memoria un
luogo diverso.
Intravedo lontano una Karmann Ghia verde venirmi incontro. Al volante
c’è un uomo con un’eterna sigaretta tra le labbra ed
un elegante Eberhard anni quaranta al polso… mio padre!
Era il tempo in cui le persone potevano essere particolari, dove le auto
non rispecchiavano né standard di sicurezza né di marketing
ma semplicemente il gusto di chi le sceglieva.
Così, oggi, tra mille auto uguali, mi soffermo a guardare i vecchi
film con la consapevolezza che quei fotogrammi in bianco e nero altro
non sono che la testimonianza di un mondo più colorato.
Ma il destino, forse, non ha voluto separarmi da quell’epoca che
osservo con una punta di nostalgia e mi ha fatto incontrare, quasi per
caso, un Maggiolino classe 1965.
Scopro che il buffo insetto meccanico ha moltissime cose in comune con
la filante Karmann Ghia dei miei ricordi.
Il Maggiolino era di mio suocero che lo aveva amato per tutta la vita…
io e mia moglie decidemmo di prendercene cura e di continuare ad amarlo.
Dopo un piccolo restauro conservativo iniziai ad usarlo e cominciai a
capire che per me quella in realtà non era solo una macchina in
grado di spostarsi nello spazio attraverso i chilometri ma anche nel tempo
attraverso i ricordi. Quasi per magia il vecchio Kafer rosso rubino iniziava
a diventare la mia piccola macchina del tempo, una macchina in grado di
farmi rivivere tutte le sensazioni di quando ero un semplice bambino trasportato
sui sedili posteriori della Karmann Ghia.
Metto al polso l’Eberhard anni quaranta, l’eterna sigaretta
tra le labbra no, quello era stupido anche allora, e girando la chiavetta
con la doppia W scopro che le cose belle esistono ancora, che certe auto
possono essere fantastiche e non tutte uguali.
I chilometri iniziano ad arrotolarsi nel loro contatore ed in me fa breccia
sempre più il pensiero di tradurre su carta quelle emozioni, di
poterle trasmettere e condividerle con altri… nasce così
l’idea di scrivere un libro.
Nell’editoria avevo già lavorato, è vero, ma qualche
timore in me era presente. Dopotutto le mie precedenti pubblicazioni erano
di carattere scientifico, con vari articoli per riviste specialistiche
ed un paio di libri che hanno avuto anche un buon successo, ma come sarebbe
stato scrivere un romanzo? Come sarebbe stato accolto dalla critica un
romanzo sull’automobile.
Ma ormai avevo deciso: l’automobile doveva essere la protagonista
principale, forse per la prima volta, di un libro che ne raccontasse l’aspetto
romantico.
Dovevo capirla quindi, rapportarmi con lei non in maniera razionale, come
la ragione suggerirebbe, ma in modo passionale, romantico ed umano.
Certamente, posto in questi termini, il problema assumeva i contorni dell’avventura
anche perché i libri, soventemente, non finiscono in mano soltanto
agli appassionati ma anche agli scettici, ai tecnici ed a tutti coloro
che vedono l’automobile soltanto come un semplice pezzo di ferro.
E così, iniziai ad usare il maggiolino anche per gli spostamenti
di lavoro quasi come se fosse il mio unico mezzo di trasporto, abbandonando
in garage la mia comoda e più recente berlina. Dalle trafficate
e frenetiche autostrade del nord Italia, alle serene gite domenicali sulle
nostre colline, la mia compagna di viaggio, per un buon periodo, è
stata sempre lei: la vecchia Volkswagen!
Più accumulavo esperienza e più si sommavano le emozioni,
le sensazioni e, perché no, i sentimenti.
In quei mesi avevo capito che il suono della pioggia su quella cappotta
arrotondata era differente dal suono di qualunque altra automobile, avevo
capito che la voce di quel motore era unica e, finalmente, forse ero pronto
a sedermi davanti ad una macchina da scrivere.
Impiegai quattro mesi per la stesura del romanzo, un periodo di tempo
che ritengo “infinito” rapportato alle sole 130 pagine del
libro.
Una piccola pagina al giorno, questa era stata la mia media ma ora un’altro
difficile scoglio doveva essere superato: il pubblico! Una prova, questa,
che era sicuramente la più difficile per le troppe variabili in
gioco.
All’Editore chiesi due grandi favori, ma sapevo di poter contare
su di un amico.
Il primo favore fu che il libro avesse un prezzo di copertina molto basso
e che lasciasse quindi un margine di guadagno irrisorio,
il secondo che la qualità della stampa, della carta, della copertina
e della rilegatura fossero ai massimi livelli possibili.
Perché? Mi chiese l’Editore stupito delle mie richieste;
semplicemente perché questo libro non è nato come una trovata
commerciale ma è nato dal cuore e ad esso è rivolto.
Oggi, mentre sto scrivendo queste righe per gli amici che non ho mai incontrato
del Maggiolino Club Italia il libro inizia ad essere distribuito, recensito
e letto. Con mio grande stupore sono iniziate le lettere entusiastiche,
le e-mail, gli inviti a presentazioni, le strette di mano, la richiesta
di un autografo. Il Maggiolino mi aveva stupito ancora! Emozioni ed emozioni
ma forse io non ho grandi meriti, dopotutto il protagonista è sempre
stato lo stesso: un coleottero metallico, l’auto più amata
del mondo!
Giuseppe Ferlenga
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